Per
migliaia di anni gli aborigeni erano un popolo di cacciatori
nomadi. Costruivano strumenti molto leggeri, quali il boomerang
e ripari di fango molto occasionali. Vivendo
in piccoli gruppi ed in un territorio sconfinato, come quello
dell'Australia,
finì per dividersi, costituendo gruppi con un proprio
linguaggio, usi e costumi differenti. Un aspetto fondamentale
della vita sociale era lo scambio di merci quali ocra, legno
e conchiglie. La vita nomade terminò con l’arrivo
dei coloni inglesi i quali si appropriarono delle terre.
Un tempo 750.000 individui con 300 idiomi oggi sono ridotti
a poche migliaia; la vita nomade è condotta da pochi
ma la loro cultura resiste attraverso cerimonie, riti e
soprattutto l’arte. Un tempo considerata dagli inglesi
“terra di nessuno” oggi una nuova legge ha riconosciuto
il diritto della terra aborigena (Land right act 1976) che
opera nella negoziazione della restituzione della terra
ai legittimi proprietari. La rinascita dell’arte aborigena
si deve a un movimento di rivalutazione della cultura di
questa gente da parte degli australiani. Artisti come Emily
Kngwarreye usano materiali tradizionali quali la corteccia,
l’ocra con acrilici e tela, narrando i miti dell’età
del sogno in un idioma moderno. Quello che ci resta di questo
popolo antichissimo sono le enormi decorazioni lasciate
sulle pareti rocciose e caverne; le immagini rappresentavano
la loro vita e le loro credenze religiose. Talvolta sono
rappresentati animali, ora estinti, strani arnesi e cavalli,
chiaro riferimento dell’arrivo dei coloni. Le sagome
dei graffiti rupestri sono più diffuse nell’area
di Sydney e Hawkesbury; si contano 4.000 disegni spesso
enormi alcuni dei quali risalgono a 16.000 anni fa.
Alcuni dipinti famosi:
“le pareti delle caverne” erano
le tele dell’arte quando le tribù vi trovavano
riparo durante la stagione delle piogge; “I
Quinkans” trovati nel Queensland sono sottili
figure di spiriti che emergono dalle crepe della roccia,
spaventando la gente e ricordando loro che una cattiva condotta
avrà la giusta punizione; “i pali funebri”
sono un esempio dell’importanza delle decorazioni
per gli aborigeni anche nella commemorazione della morte;
"l'arte dei raggi X" come mostra l'immagine
al Nourlange Rock nel parco nazionale di Kakadu mostra l'anatomia
interna ed esterna di oggetti viventi, inclusi gli animali.

Sotto
sono raffiguarati una serie di dipinti moderni:


L'arte
dei punti riprodotta su tela (dot art)
è tipicamente moderna; agli occhi di noi europei
ci rimanda all'astrattismo ma in verità hanno dei
significati ben precisi. I concetti espressi in questo linguaggio
sono tipici della loro cultura aborigena ("uomo"
"pozza" "canguro" etc); questi simboli
sono estremamente stilizzati della forma dell'oggetto in
questione.Abbastanza diffusa è la pittura Stencil
associata alla tecnnica a spruzzo in cui predomina
la riproduzione di mani umane. |