
Alimentazione
che tende ad eliminare i cibi di origine animale. Si distinguono
varie branche: la vegetariana elimina ogni
prodotto animale (latticini, uova, carne e pesce), la latteo-vegetariana
solo i prodotti derivati dal latte; la ovo-vegetariana
solo le uova. La dieta semi-vegetariana
prevede anche l’introduzione di pollame o pesce. La
regola più importante è quella di includere
una vasta scelta di cereali integrali, legumi, verdura e
frutta nei diversi pasti. Possono essere inclusi anche noci
e semi oleosi. Le diete vegetariane possono includere cibi
comuni come cereali, zuppe di fagioli, patate, panini con
burro di arachidi e spaghetti, come pure cibi meno familiari
(es. bulgur, fagioli azuki, proteine di soia ristrutturate
e latte di soia). Secondo alcuni studi epidemiologici si
imputano di derivazione animale i cibi che possono determinare
le “malattie del benessere” come quelle cardiovascolari,
diabete, obesità etc. per la presenza nei prodotti
animali dei farmaci antibiotici e delle sostanze anabolizzanti
dei mangimi. La rinuncia al pesce, alimento universalmente
considerato più salutare della carne, viene invece
giustificata con il crescente inquinamento delle acque e
in particolare con la presenza di mercurio; alcuni nutrizionisti
considerano il latte, ed in particolare quello vaccino,
un alimento di difficile digeribilità, scarsamente
adatto al consumo umano.
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