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Il
numero immenso di Habitat della Cina fa si che ci siano
35.000 varietà di piante, delle quali 5.000 utilizzate
nella medicina tradizionale (ogni anno il paese produce
tonnellate di materia prima e fornisce il 40% di tutti i
farmaci nazionali). Il progresso della chimica nel XX secolo
spinse gli scienziati cinesi ad analizzare le erbe per valutarne
l’efficacia. Dapprima si cercò di isolare i
composti chimici di una singola erba e in tutta la materia
medica cinese si trovò solo una sostanza medica nuova
, l’efedrina, contenuta nell’Ephedra
sinica. Poi si decise di porre a confronto la conoscenza
farmacologia scientifica con i concetti tradizionali degli
usi delle piante e fu scoperta una correlazione incredibile
positiva tra i due metodi. L’integrazione della medicina
tradizionale cinese con quella occidentale scatenò
la richiesta crescente di erbe (visto che molti degli habitat
in Europa erano in pericolo di estinzione) portando lo Stato
ad un programma di coltivazione di erbe medicinali. Tra
le erbe c’è da ricordare il famosissimo Panax
ginseng. P.notoginseng, Angelica polimorpha, Cinnamomum
cassia e Atractylodes macrocephala.
L’erba più nota è sicuramente Ginseng,
antica erba taoista, conosciuta da oltre 3000 anni per le
sue proprietà adattogene . Negli anni ’50 questa
pianta stava per esaurirsi e ciò stimolò la
scoperta del ginseng americano ( panax quinquefollius)
e quello siberiano ( Eleutherococcus senticosus).
L’introduzione delle piante cinesi in Europa è
dovuta ai missionari ed esploratori 2 secoli fa; le piante
introdotte più note sono le peonie (peonia
suffruticosa) lonicera japonica e forsythia suspensa,
coltivate per ornamentare le nostre case. Il Gingko biloba
noto oltre che per le sue proprietà curative anche
per essere un albero sacro piantato attorno ai templi di
Buddha. Il rabarbaro,nota pianta lassativa, è introdotto
attorno al 1750 in Europa ed oggi diffusamente coltivato
in molti orti botanici. Altre piante: Artemisia
annua (assenzio annuale): nuovo farmaco
impiegato contro la malaria; Cinnamomum camphora:
insettifugo, ottimo per pomate; Glycyrrhizza
uralensis (liquirizia) erba tonica;
Menta arvensis: fonte di mentolo; Paeonia
lactiflora: tonico circolatorio.

Gingko
biloba - Peonia - Panax ginseng
Il sudest asiatico, ricco di foreste pluviali tropicali,
è l’habitat ideale di alcune piante da spezie
del mondo, come la noce moscata, il Macis ed il
chiodo di garofano. Lo sfruttamento della foresta
pluviale, con relativo abbattimento di molti alberi ha causato
un problema di conservazione di alcune specie quale l’Aquilaria
malaccensis (abbattuta per il suo legno resinosos). La riduzione
degli habitat naturali sta portando alla diminuzione delle
specie usate nella medicina tradizionale indonesiana (nota
come Jamu). Lo Stato in questo caso sta istituendo delle
riserve naturali e collezioni di piante vive ad uso medicinale
ed industriale. Lo Stato della Thailandia ha commissionato
alle popolazioni dei villaggi la coltivazione di una cinquantina
di piante medicinali più comuni soprattutto per rendere
subito disponibili in tutto il Paese i rimedi tradizionali.
Tra le piante del sudest asiatico: Ylang-yland:
la”regina dei profumi”; Aquilaria malaccensis
: forte tonico e aroma ièer il curry malaysiano;
Melaleuca leucadendron: olio antisettico
usato per la tosse, nei saponi, nell’aromaterapia,
Styrax Benzoin: ingrediente della tintura
di benzoino.
Chiodi
di garofano - Macis - Noce moscata
Aquilaria
malaccenis - Styrax benzoin (benzoino) -
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