
Nelumbo
(fior di loto)
Il fior di loto è venerato nelle antiche culture
indiane, cinesi, tibetane ed egiziane. Parti specifiche
della pianta sono impiegate nella medicina cinese, come
i semi, che furono i primi ad essere citati nei trattati
medici scritti intorno al 500. Parti utilizzate:
le foglie, i fusti, i piccioli o i peduncoli dei fiori con
attaccato il ricettacolo, i rizomi, gli stami, la piumetta,
la radichetta del seme e dei semi. Proprietà:
erba astringente, rinfrescante, ad azione antiemorragica,
ipotensione e antipiretica, sedativa sul cuore e tonica
su milza e reni. Usi dell’erba in medicina:
per uso interno in caso di emorragie, epistassi, mestruazioni
abbondanti (rizoma); ipertensione, insonnia, stati di agitazione
( piumetta e radichetta); diarrea digestione difficile,
insonnia, palpitazioni (semi); minzione frequente, eiaculazione
precoce (stami); ulcere gastriche sanguinolente, mestruazioni
abbondanti, emorragia post-partum (peduncoli dei fiori).
Nella medicina ayurvedica,
soprattutto come rimedio rinfrescante nei disturbi connessi
alle emorragie, nei cardiotonici e nei tonici attivi sui
centri riproduttivi (rizomi e semi). Questo genere annovera
2 specie i perenni acquatiche, diffuso nel nordAmerica orientale
e nelle regioni calde di Asia e Australia.
N. nucifera, originario dell'Asia, è coltivato
nei laghetti tropicali perle sue grandi foglie circolari
e i bellissimi fiori a forma di coppa; per gli Indù
è sacro a brahma e venerato cone "il gioiello
nel loto". Nella mitollogia buddhista, Buddha appare
per la prima volta galleggiante sul loto e, di solito, viene
raffigurato su un trono di loto. N. lutea dai fiori gialli
è spontaneo in Nordamerica.
(tratto
da "l'Enciclopedia delle erbe" di Dani Bown)

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