
Sistema
terapeutico basato sull'uso delle piante sotto forma di
estratto, di tisana e di tintura. Usa la pianta intera e
non solo il principio attivo, per sfruttarne tutti gli effetti.
L'utilizzo delle piante a scopo medicinale è antichissimo
e nel corso dei secoli ha subito notevoli trasformazioni.
La fitoterapia è considerata una medicina
alternativa o complementare nella
maggior parte degli stati membri della UE e negli Stati
Uniti, anche se alcune piante sono riconosciute e sfruttate
anche dalla medicina scientifica tradizionale. La fitoterapia
è stata accantonata con l'avvento della chimica,
per essere riscoperta, negli ultimi decenni, sia come metodo
integrativo da affiancare a quello tradizionale, sia come
rimedio più dolce, con molti meno problemi dal punto
di vista degli effetti collaterali. La sua pratica è
usata dall’uomo per curare i propri disturbi, se ne
trovano tracce, difatti, in civiltà antichissime
come quella degli egizi, degli indù, dei greci, dei
cinesi, dei romani (un manoscritto cinese di ben 4.700 anni
fa, il Pen-Tsao, già descriveva le proprietà
terapeutiche del Ginseng e dell'Efedra). I campi di applicazione
della fitoterapia sono molteplici; si va dalla prevenzione,
alla possibilità di complementare il farmaco di sintesi
e addirittura sostituirlo. Oggi ci sono più di 800
specie vegetali esistenti definite piante officinali, ovvero
capaci di apportare benfici all'organismo. La loro efficacia
è dovuta non solo alla presenza di un singolo principio
attivo, come nel caso della medicina classica più
comune, ma ad un insieme di sostanze presenti negli estratti
delle droghe vegetali, definite nel loro insieme "Fitocomplesso".
Tali sostanze agiscono in sinergia aumentando l'efficacia
dei singoli principi attivi e sia a moderarne gli effetti
collaterali indesiderati, ottenendo così un'azione
armonica e non violenta.
|