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CALCIO
è il minerale più largamente rappresentato
nell'organismo umano: nell'adulto è contenuto nella
misura di 1200 g circa, il 99% del quale nello scheletro
e nei denti. Il rimanente 1% è ripartito tra tessuti
molli e liquidi extracellulari; in questi ultimi la quota
ionizzata (45% circa) rappresenta la quota funzionalmente
attiva. Nelle ossa il calcio svolge un ruolo strutturale
come componente dell 'idrossiapatite e costituisce una riserva
per il mantenimento della concentrazione plasmatica, che
varia entro stretti limiti intorno a 2,5 mmolll (IO mg/dl)
grazie alle note azioni omeostatiche svolte dagli ormoni
calcioregolatori: paratormone, calcitriolo (1,25 OH-colecalciferolo)
e calcitonina. Nell'ambito extra ed intracellulare il calcioione
è richiesto per lo svolgimento di funzioni altamente
specializzate (attivazioni enzimatiche, trasmissione dell'impulso
nervoso, contrazione muscolare, permeabilità delle
membrane, moltiplicazione e differenziazione cellulare).
CROMO è
un nutriente il cui ruolo biologico non è ancora
ben chiaro. Sembra che agisca potenziando l'azione dell'insulina,
e pertanto influenza il metabolismo dei carboidrati, dei
lipidi e delle proteine secondo meccanismi non ancora ben
stabiliti (Offenbacher & Pi-Sunyer, 1988; Stoecker,
1990, Nielsen, 1994). Si pensa che il cromo faciliti l'azione
dell'insulina regolando il numero dei recettori di membrana
o favorendo l'interazione fra recettore ed insulina o in
entrambi i modi.
FERRO
entra nella costituzione dell'emoglobina, della mioglobina
e di diversi enzimi. Come tale svolge importanti funzioni,
quali il trasporto di ossigeno ai tessuti, il trasferimento
di elettroni nella catena respiratoria e l'attività
di importanti sistemi enzimatici. Tra questi, quelli, della
sintesi e degradazione delle amine biogene (tra cui i neurotrasmettitori
dopamina e serotonina) e quelli devoluti alla degradazione
metabolica di xenobiotici (citocromo P450 e b5). Il contenuto
di ferro nell'organismo è di circa 3-4 g. Circa il
65% del ferro totale dell'organismo è presente nella
molecola dell'emoglobina, mentre il 10% è contenuto
nella mioglobina. L'organismo mantiene l'equilibrio del
ferro attraverso l) la costituzione di un pool di riserva,
2) la modulazione dell'assorbimento in funzione dei bisogni,
e 3) il recupero dal catabolismo degli eritrociti (Finch
& Cook, 1984).
FLUORO: nell'organismo
è di circa 2,6 g, principalmente nelle ossa e nei
denti; la sua concentrazione nel plasma varia tra 0,15 e
0,20 mgll. Il fluoro ingerito viene assorbito nello stomaco
e nel tratto prossima le dell'intestino tenue. L'assorbimento
è rapido ed il livello plasmatico massimo viene raggiunto
in 40-60 minuti. L'assorbimento del fluoro sotto forma di
ioni fluoruro, forma nella quale si trova nell'acqua, è
più veloce e più completo di quello del fluoro
legato alle proteine, forma nella quale si trova negli alimenti.
FOSFORO presente
nell'organismo (85%) è depositato nelle ossa insieme
al calcio sotto forma di idrossiapatite; il rimanente 15%
è situato nei tessuti molli e nei liquidi extracellulari,
nei quali riveste un ruolo strutturale (fosfolipidi presenti
in tutte le cellule e specialmente nel tessuto nervoso)
ed un ruolo funzionale (fosfati) nel metabolismo intermedio,
ed in una serie di composti adibiti a deposito e trasporto
di energia (ATP) e alla trasmissione intracellulare di messaggi
ormonali (AMPc). Ad un aumento dell'apporto alimentare di
fosforo fa seguito un rapido aumento dell'escrezione urinaria.
Circa il 60% del fosforo alimentare è assorbito dall
'intestino; l'assorbimento è influenzato favorevolmente
dalla vitamina D (1-25 idrossicolecalciferolo), indipendentemente
dal suo effetto sull'assorbimento del calcio (Kabakoff et
al., 1982).
IODIO
fa parte delle molecole degli ormoni tiroidei, tetraiodiotironina
(T4) e triiodotironina (T3), e quindi la sua funzione principale
è quella di assicurare all'organismo l'attività
esercitata da questi ormoni nel processo di crescita e nella
morfogenesi di diversi organi ed apparati. La loro azione
si esplica a diversi livelli: nella termogenesi, nel metabolismo
glucidico (aumento del consumo cellulare del glucosio, del
suo assorbimento intestinale e riduzione della gluconeogenesi
epatica), nel metabolismo proteico (attivazione della sintesi
proteica), nel metabolismo lipidico (regolazione della sintesi
del colesterolo), nel metabolismo fosfo-calcico (favorisce
la deposizione del Ca++ nella matrice dell'osso).
MAGNESIO nell'organismo
adulto è di 20-28 g circa: il 60% è presente
nelle ossa, il 39% nei compartimenti intracellulari e circa
1'1% nei liquidi extracellulari. Il magnesio svolge un ruolo
essenziale in un gran numero di importanti reazioni cellulari.
E' essenziale in molti processi metabolici (biosintesi dei
lipidi, delle proteine e degli acidi nucleici, oltre che
in processi di trasporto di membrana energia-dipendenti.
Il magnesio partecipa all'attività di oltre 300 sistemi
enzimatici (Wacker, 1980).
La sua concentrazione nei liquidi extracellulari è
di importanza critica, insieme a quella del calcio e di
altri cationi, per il mantenimento del potenziale di membrana
dei nervi e dei muscoli e per la trasmissione dell'impulso
nervoso: il magnesio è inoltre essenziale per i processi
di mineralizzazione e di sviluppo dell'apparato scheletrico
(Aikawa, 1981).
MANGANESE è
rivelato elemento essenziale in ogni specie animale studiata.
Il contenuto totale di manganese nell'organismo umano varia
da 12 a 20 mg. Il manganese è noto come attivatore
di numerosi enzimi in vitro, ed è costituente di
alcuni metalloenzimi (arginasi, piruvato carbossilasi, glutamina
sintetasi e superossido dismutasi mitocondriale) (Hurley
& Keen,1987; Keen, 1990). I tessuti e gli organi più
ricchi di manganese sono le ossa e gli organi ricchi di
mitocondri (fegato, rene e pancreas). L'assorbimento avviene
nell'intestino tenue; ferro e cobalto possono competere
per l'assorbimento. Anche elevati livelli di calcio, fosforo
e fitati compromettono l'assorbimento del manganese.
POTASSIO
è il principale catione intracellulare, essenziale
in quanto non sostituibile da altri elementi. Un milliequivalente
di potassio (mEq) corrisponde a 39 mg. Un maschio adulto
contiene circa 110-140 g di potassio (corrispondenti a circa
1,6- 2 g/kg di peso corporeo); almeno il 95% è intracellulare,
ad una concentrazione di 150 mEq/1 (5,9 gli); la quota rimanente
si trova nel liquido extracellulare, ad una concentrazione
di 3,3-5,5 mEq (137-215 mg/l). La pur piccola quota di potassio
extra-cellulare è coinvolta in processi fisiologici
importanti, come la trasmissione degli impulsi nervosi,
il controllo della contrattilità muscolare e della
pressione arteriosa. Il potassio, analogamente al sodio,
è contenuto negli alimenti in forma ionica, solubile
e quindi disponibile all'assorbimento. Più del 90%
del potassio di origine alimentare viene assorbito nel tratto
prossimale dell'intestino tenue.
RAME partecipa
all'attività di metalloenzimi che trasferiscono elettroni
(ossidasi): citocromo-ossidasi, tiolossidasi, DOPA ossidasi
e superossido dismutasi (SOD). Il rame risulta di conseguenza
un elemento essenziale per il metabolismo energetico a livello
cellulare, per la produzione di tessuto connettivo e per
la sintesi di peptidi neuroattivi (catecolamine e encefaline).
Partecipa alla catena respiratoria, interviene nella sintesi
dell'emoglobina (con il ferro) e nell'attività di
cheratinizzazione e pigmentazione dei capelli e della. cute.
Ha, inoltre, influenza sulla funzionalità cardiaca.
Il contenuto totale nell'organismo varia da 50 a 120 mg
di cui 40% nei muscoli, 15% nel fegato, 10% nel cervello,
10% nel sangue e il restante nel cuore e nei reni. L'assorbimento
del rame introdotto con gli alimenti avviene a livello del
tenue, tramite legame con una metallotioneina; la quota
assorbita viene stimata tra il 35 e il 70%. L'assorbimento
viene favorito in condizioni di pH acido, ed è inibito
dai fitati, dal calcio, dall'acido ascorbico e da altri
oligoelementi, in particolare dallo zinco, il cui metabolismo
è strettamente legato a quello del rame.
SELENIO è
usato per eliminare i radicali liberi in sinergia con la
Vitamina E e in molti enzimi antiossidanti e gioca anche
un ruolo importante nel funzionamento della ghiandola tiroide;
può essere usato in sindromi a livello del sistema
cardiovascolare, soprattutto come cofattore per il controllo
della pressione arteriosa e nella prevenzione del morbo
di Keshan, dovuto probabilmente ad un enterovirus (coxsackie),
favorito dalla degenerazione delle membrane dovuta ai radicali
liberi. Il selenio nella dieta viene da cibi come cereali,
pesce e uova. Le Noci del brasile sono particolarmente ricche
di selenio.Il contenuto totale di selenio
nell'organismo umano mostra ampie variazioni (da 3 a 30
mg) nelle diverse popolazioni, in rapporto all'assunzione
con la dieta nelle varie zone geografiche.che a sua volta
varia con la composizione del terreno.La dose consigliata
di selenio per gli adulti è di 55 microgrammi al
giorno; più di 400 microgrammi al giorno possono
provocare una intossicazione da selenio (selenosi). La tossicità
nell'uomo si evidenzia con diversi sintomi, con degenerazione
degli annessi cutanei quali capelli e unghie, diarrea e
febbre. Si possono inoltre osservare dermatosi vescicolare,
disturbi neurologici (parestesie, paresi) e danni epatici,
più rari.
ZINCO è
distribuito in tutti in tessuti, ma si concentra in particolare
nella muscolatura striata (60%), nelle ossa (30%) e nella
pelle (4-6%) (Jackson, 1989). Solo lo zinco epatico può
essere in parte mobilizzato in caso di deficit limitato
nel tempo, ma non esistono riserve specifiche di zinco,
per cui è necessario un apporto regolare con l'alimentazione.
Lo zinco svolge un ruolo importante, insieme con il selenio
e lo iodio, nel metabolismo degli ormoni tiroidei. Inoltre
mantiene la configurazione di alcune proteine non enzimatiche,
quali i fattori di trascrizione del DNA, l'insulina e la
timulina, e quindi è importante per la maturazione
delle cellule del sistema immunitario che derivano dal timo
(Beisel, 1990). Svolge anche un'attività antiossidante,
prevenendo la perossidazione lipidica e riducendo la formazione
di radicali liberi (Bray & Bettiger, 1990). Lo zinco
è necessario per la formazione di ossa e muscoli
e può, in caso di carenza, diventare un nutriente
limitante per tale sintesi. Dello zinco introdotto con gli
alimenti, circa il 10-40% viene assorbito a livello dell'intestino
prossimale. La quota assorbita varia a seconda della sua
forma chimica, della sua concentrazione ematica, della contemporanea
presenza nel lume intestinale di microelementi in competizione
per il trasporto, di agenti chelanti e della concentrazione
di metallotioneina sintetizzata dalla cellula mucosale.
Questa proteina, la cui sintesi è stimolata dalle
elevate concentrazioni seriche dell'oligoelemento, lega
lo zinco con elevata affinità. Due terzi dello zinco
così assorbito vengono legati all'albumina mentre
l'altro terzo per essere trasportato si lega ad una à
-macroglobulina. Lo zinco viene eliminato principalmente
con le feci ma anche con le urine (il 2-8% dello zinco in
circolo è ultrafiltrabile).
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