
La
medicina tibetana si fonda su principi filosofici-religiosi
molto antichi; in essa confluiscono le tradizioni indiana
(Ayurveda), ellenica e cinese ed è diffusa e praticata
in Tibet, Cina, India, Mongolia e Russia. Le radici della
Medicina tibetana affondano nei tradizionali insegnamenti
del Buddha che trovò le cause della sofferenza ed
indicò la strada per uscire dalla malattia e raggiungere
lo stato illuminato. La medicina tradizionale si avvale
ancora di amuleti e riti magici che risalgono alle credenze
popolari dello sciamanesimo. Tra i metodi di diagnosi più
utilizzati, sono particolarmente importanti l'osservazione
della lingua, quella dell'urina, la pulsazione della testa,
della mano e dei piedi. La più comune è la
palpazione del polso e della mano. Attraverso la pressione
della mano o del polso, inoltre, vengono esaminate le funzioni
degli organi interni in rapporto con il respiro del malato.
Le diverse parti in cui può essere suddivisa la lingua,
corrispondono ad altrettante aree del corpo che possono
quindi essere studiate attraverso l'analisi del colore,
della superficie e della qualità della lingua.
Le
terapie esterne consistono in compressioni,
bagni, massaggi, salassi, cauterizzazioni, "moxibustion"
e chirurgia minore.
Moxa:
tipo di agopuntura che utilizza al posto degli aghi dei
bastoncini di Artemisia accesi, ponendoli a ridosso delle
aree cutanee che si intende stimolare con il calore (punti
meridiani). Diffusa in pediatria e geriatria, ha notevoli
effetti sulle patologie osteo-articolari.
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