“Mindfulness” la meditazione di consapevolezza

Mindfulness

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Mindfulness la meditazione di consapevolezza, in qualsiasi ambito gode di una significativa riduzione dello stress, di un sistema immunitario potenziato, di una migliore capacità di gestire il dolore, migliore sonno e digestione, migliore circolazione e pressione sanguigna, maggiore intelligenza e memoria. Insomma, pare che con la Mindfulness l’occidente si sia finalmente deciso a fare propri gli infiniti vantaggi della meditazione, convinto che con essa viviamo meglio a livello personale, familiare, sociale e lavorativo. Per meditazione, innanzitutto, non intendiamo “riflettere” su qualcosa, bensì al contrario, l’assenza di pensieri, i silenzio e la pace mentale. Quando siamo in meditazione, la menta analitica-razionale smette di produrre pensieri  immagini e bbainofinalmente accesso ad uno strato mentale più profondo, più vero e saggio. Un “luogo mentale”  dove posso rigenerarmi e trarre ampia visione ed ispirazione.

Vediamo come svolgere una sessione di meditazione di consapevolezza seduta, giusto per averne un sapore concreto: 
Mi ritaglio uno spazio di quiete, spendo il telefono e qualsiasi altra fonte di distrazione, avviso eventuali altre persone di non disturbarmi per la prossima mezz’ora. Idealmente accendo una candela, la cui fiamma mi acquieta e scalda il cuore, Seduto su una sedia con spina dorsale eretta, senza poggiare allo schienale, oppure su un vero e proprio cuscino da meditazione a gambe incrociate e a terra faccio qualche ciclo di respiro profondo nell’addome e lascio andare ogni pensiero che riguardi il passato o che riguardi il futuro. Rivolgo invece tutta la mia attenzione alle micro-sensazioni fisiche che sorgono attorno alle narici e sopra il labbro superiore al passaggio del respiro. Dunque credo alla mia mente di diventare una sola cosa con le sensazioni fisiche che sorgono attorno alle narici e sopra il labbro superiore al passaggio del respiro. Dunque chiedo alla mia mente di diventare una sola cosa con le sensazioni fisiche del respiro, lasciando andare qualsiasi altro pensiero o immagine. Se mi distraggono o sorgono pensieri, rimango spettatore. “Il pensiero è per propria natura transitorio, come una nuvola che nasce, permane e poi passa via, in un cielo terso”. Senza rivolgere attenzione a quel pensiero, sia esso piacevole o spiacevole, lo lasciamo andare. Senza rivolgere attenzione a quel pensiero, sia esso  piacevole o spiacevole lo lasciamo andare. Con mente leggera e non giudicante: “Mi amo e mi accetto per come sono; sorrido a me stesso. Mi sono distratto e ora torno al flusso del respiro”, torno ancora  alle sensazione fisiche collegate al respiro. Col tempo, accade che effettivamente la mente analitica si acquieta, fa silenzio e finalmente veniamo a contatto con una parte di noi luminosa, calma, di buon umore e con infinite risorse da esprimere.
Se volgiamo approfondire, possiamo anche fare l’esperienza della “meditazione di consapevolezza camminata!” Qui l’oggetto da osservare sono sempre le sensazioni fisiche del corpo, specificamente se rivolgiamo tutta la nostra attenzione alle sensazioni che sorgono dal contatto fra la pianta del piede e il suole, mentre camminiamo a piedi nudi in una stanza, oppure su un prato con o senza scarpe.
La meditazione “attiva” è la capacità di svolgere qualsiasi attività quotidiana in piena presenza mentale, in piena consapevolezza. Faccio un esempio: quando taglio una cipolla, invece di compiere le azioni in maniera automatica, con l’auto pilota per così dire, faccio in modo che ci sia solo la cipolla, il tagliere, il coltello, nient’altro. In questo modo, con questo addestramento smetto di ruminare pensieri, smetto di vivere la mia vita in moviola all’infinito nel passato e nel futuro, imparo invece a consegnarmi al presente, a vivere nel presente, l’unica realtà dove possiamo automaticamente incontrare noi stessi. Se mi addestro in questi tre stadi meditativi, necessariamente la mia vita cambia in meglio.
(tratto da L’Aromatario, – Davide Cova – www.centrodorjeling.it)

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