
In
passato l’aroma caratteristico del ribes
nero non era così comune come oggi.
John Gerald nel suo Generall Histoire of plants
(1597) lo descrive come “di sapore sgradevole e repellente”.
A quel punto, inoltre si credeva che i frutti servissero
da alimento ai vermi dello stomaco. Un tempo, le foglie
erano un importante succedaneo del tè cinese ed indiano,
tanto che in Gran Bretagna, più volte nel XVIII e
nel XIX secolo, la carenza e il prezzo elevato del tè
imposero l’abitudine a preparare l’infuso di
ribes. Le foglie di ribes nero essiccate venivano aggiunte
anche alle miscele indiane. Le proprietà
medicinali del ribes nero: inizialmente, venivano
utilizzate nella cura delle infezioni delle vie urinarie
e dei calcoli biliari. Le foglie contengono tannini e i
frutti sono ricchi di vitamina C. Dai semi si ricava l’acido
gamma-linoleico, impiegato nei cosmetici. In medicina:
per uso interno in caso di raffreddori, fragilità
capillare, infezioni della bocca e del cavo orale. Per
uso esterno in catodi mal di gola. Altri
usi: le foglie essiccatesi aggiungono a miscele
di tè. I frutti e gli estratti servono per preparare
dessert, confetture, gelatine e liquori.
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