Scopri le cause dello stress

o.286393Abbiamo visto che si comprendono sotto questo termine inglese tutte le aggressioni più o meno brutali control’organismo, che provocano la comparsa di una sindrome di adattamento. La sindrome da adattamento è l’assieme delle reazioni dell’ammalato sottoposto a una aggressione qualunque. Tale aggressione può essere fisica, per esempio: freddo, caldo, traumatismo; chimica o tossica: medicinali, avvelenamenti; psichica: preoccupazioni, affanni vari, emozioni. Prendiamo il caso di un individuo che subisca uno shoc emotivo: per esempio la paura. Le cellule nervose del suo cervello registrano e confrontano con uno schema originale o memorizzato corrispondente a repliche diverse a seconda dei vari fenomeni elementari di aggressione. Così, questo schema, ridotto alla sua espressione più semplice, non prevederebbe che le reazioni per i casi di paura semplice o intensa, aggressività semplice, giustificata dall’istinto di conservazione. Le cellule nervose, nel constatare che l’aggressione percepita corrisponde a tale schema, agiscono allora sul complesso endocrino ipotalamo-ipofisi, mediante una neurosecrezione che libera nei vasi sanguigni certe sostanze chimiche che provocano la produzione di ormoni. Questi ormoni, dotati di potere di stimolazione, liberano a loro volta ormoni specifici di ciascun organo sollecitato: fegato, stomaco, ovaie, testicoli, ghiandole surrenali, ecc. Si produce una ipersecrezione ormonale in particolare a livello delle ghiandole surrenali. Queste sono costituite da due diverse sostanze, ognuna delle quali produce un gruppo di ormoni specifici: la sostanza corticale o cortice, l’altra centrale, la sostanza midollare. Quest’ultima ha la particolarità di essere in collegamento diretto col cervello e di essere così informata immediatamente delle emozioni da questo registrate. Esse secernono due ormoni: adrenalina e noradrenalina. La pressione sanguigna si alza, il tempo di coagulazione diminuisce e la quantità di energia aumenta in tutto l’organismo, in proporzione notevole. Evidentemente, questa stimolazione non potrebbe prolungarsi troppo senza mettere in pericolo l’equilibrio del corpo umano o animale. Le stesse cause che provocano l’adrenalina agiscono contemporaneamente sull’ipotalamo donde partono gli ordini che incitano l’ipofisi a liberare la corticotropina o A.C.T.H. Quest’ultima stimola la produzione degli ormoni del cortice, il cui ruolo al momento dell’aggressione consiste nel mantenere la pressione sanguigna e l’irrorazione degli organi vitali come pure a trasformare grassi e proteine in zucchero, fonti di energie utilizzabile immediatamente. L’equilibrio si ristabilisce mediante questo sistema di sicurezza, per lo meno come principio.

Tra i fattori che fanno scattare lo stress, un posto importante è occupato dal rumore che ci perseguita e costitusce un attentato alla vita personale e alla salute E’ questo un vero flagello, in modo particolare nelle grandi concentrazioni urbane. In quest’ultime regna incontrastato il frastuono di migliaia di motori di ogni genere: automobili, autocarri, compressori, martelli pneumatici, ecc., come pure: transistor, radio, televisori, a volume spropositato. Questo rumore è tanto notturno quanto diurno. Oltre un certo limite, l’uomo non può tollerare il rumore senza che si produca una reazione a livello del suo organismo.

Inoltre la società in cui viviamo ha avuto un ritmo di evoluzione sfrenato; l’urbanizzazione è talmente rapida che la popolazione dell’assieme della città sarà di certo raddoppiata in un prossimo decennio. Tutto ciò comporterà un bisogno di adattamento maggiore rispetto al passato. Lo choc del futuro pregiudica pure lo psichismo; nascono allora l’angoscia, la depressione a tendenza confusionale, l’estrema irrtabilità, la violenza o l’apatia. Tutti attorno a noi i segni tangenti di evasione si moltiplicano: tossicomania crescnete, aumento del misticismo, proliferazione delle sette, nichilismo politico o apatia morbida che affliggono milioni di uomini di tutte le età.

(testo tratto da “l’arte di rimanere giovani” di Luois de Brouwer)

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