
Il
termine erbe include una varietà di piante, dagli
enormi alberi delle foreste pluviali alle alghe, i funghi.
Non meno sorprendente è la gamma delle parti usate,
come pure gli usi per cui vengono raccolte. Spesso una pianta
di un’erba ha proprietà differenti dalle altri
parti: ad esempio nell’Hibiscus soltanto il calice
del fiore fornisce l’aromatizzante ed il colorante
usato nelle tisane. I metodi di conservazione e preparazione
influenzano le proprietà di un’erba, così
gli oli volativi evaporano facilmente esposti alla luce
e al calore, e mentre certe erbe devono essere usate fresche,
altre si utilizzano solo essiccate. Quando si utilizzano
delle erbe si deve essere sicuri di avere tra le mani l’erba
giusta (i nomi comuni sono spesso ingannevoli); sostituire
una certa erba con un’altra simile, magari della stessa
famiglia, non è consigliabile perché le proprietà
chimiche possono cambiare. Le parti delle erbe.
Le erbe devono essere usate per un preciso scopo. Il termine
tutta la pianta si riferisce, di solito, alle parti emergenti
dal terreno (parti aere); foglie e piccioli sono, invece,
le parti più comunemente usate al massimo del loro
sviluppo, cioè in primavera ed estate. I tessuti
verdi sono quelli fotosintetici, dove si accumulano molti
principi attivi, come oli volatili e alcaloidi. Nella pianta
il fiore costituisce la parte riproduttiva. La corolla,
spesso profumata e colorata, è costituita da petali,
protetti da un involucro di sepali, che ne costituisce il
calice; questo ha un aroma forte, diverso da quello dei
fiori aperti. Al centro del fiore si trova l’organo
produttore femminino, il pistillo e/o l’organo maschile,
gli stami. Nella gran parte delle piante, i semi sono contenuti
in un frutto che li protegge durante lo sviluppo. Le parti
sotterranee della piante costituiscono gli organi di riserva,
ricchi di nutrienti quali: rizomi, radici, tuberi e bulbi.
Tutti questi organi hanno uno strato esterno, la corteccia
che spesso ha proprietà diverse rispetto agli organi
interni. Il tronco ed i rami di un albero sono costituiti
da una parte centrale, il durame, a sua volta circondato
da corteccia. Il tessuto duro è composta da lignina
un composto assai complesso composto da resine, gomme ed
oli.

L’incenso:
viene raccolto asportando placche di corteccia e raschiando
la resina gommosa che viene fatta gocciolare su una stuoia
di palma, dove solidifica. Oggi i metodi di raccolta sono
rimasti gli stessi dell’antichità, ma i prezzi
sono diminuiti: al tempo dei Romani l’incenso costava
come l’oro.

Zafferano: lo zafferano è costituito
solo dagli stimmi scarlatti, le altre parti non trovano
impiego.

Le “pannocchie” di Mais vengono
utilizzate nella alimentazione e per l’estrazione
dell’olio, ma soltanto gli stimmi (la cosiddetta “barba”)
trovano impiego in medicina come disturbi dell’apparato
urinario.
(informazioni
tratte da "Enciclopedia delle erbe di Deni Bown)
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