
La
vite è un’erba importante
nei rituali ebraici e cristiani e lo è entrate imponentemente
nella cultura europea e soprattutto nella cucina. La vite
era coltivata in Egitto 4000 anni fa e fu successivamente
diffusa in tutta Europa dai Romani che la introdussero in
Borgogna ed in Renania. Nel XIX secolo l’afide Philloxera
vastatrix devastò i vigneti di tutta Europa,
fortunatamente, le specie americane si dimostrarono resistenti,
consentendo quindi di innestare la varietà europea
su quelle americane e di ripiantare i vigneti. Diverse parti
delle viti hanno proprietà medicinali e sono impiegate
soprattutto per dare sollievo a disturbi associati a congestioni
croniche ed eccesso di calore. Parti utilizzate:
foglie, fusti e frutti. Proprietà:
erba acida astringente, rinfrescante ad azione diuretica,
antinfiammatoria, antiemorragica, depurativa e stimolante
la circolazione. Uso dell’erba in cucina:
le foglie fresche sbiancate e quelle conservate
in salamoia sono impiegate per avvolgere i ripieni a base
di carne macinata, pesce o riso. I frutti secchi o essiccati
sono utilizzati in pasticceria. In medicina:
per uso interno in caso di vene varicose, mestruazioni abbondanti,
emorragie, disturbi urinari, ipertensione, eruzione cutanee
e torpore con soprappeso e cellulite. Altri usi:
I frutti si usano per preparare il vino, l’aceto,
il succo e la gelatina. I frutti secchi prendono il nome
di uva sultanina e uva passa, secondo la varietà
impiegata. Dai semi si ricava un olio polinsaturo adatto
per preparare la maionese e per cotture varie, soprattutto
fritture.
(testo
tratto da "L'Enciclopedia delle erbe" di Seni
Bown
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